Il Fablab Bitonto è una realtà associativa pensata e creata sul modello proposto da FabAccademy, e quindi legata ad un laboratorio globale “diffuso” in grado di collaborare e condividere a distanza progetti in forma digitale. Dunque, nella rete internazionale dei FabLab entra a far parte anche FabLab Bitonto con una propria e singolare individualità; si è sempre più convinti infatti che questa sia una delle concrete e positive manifestazioni della globalizzazione che, a torto, spesso viene confusa con omologazione e standardizzazione.

 

I FabLab hanno storie, vocazioni e visioni differenti, così come differenti sono le ragioni, gli obiettivi, le risorse e le condizioni al contorno legate alle peculiarità intrinseche del territorio che ne determinano la nascita e la loro caratterizzazione; dunque può certamente affermarsi, che il FabLab Bitonto difficilmente svilupperà progetti analoghi a quelli sviluppati dal FabLab Singapore (e viceversa), pur condividendone tecnologie, processi e approcci. Appunto, la parte splendida e bella della globalizzazione. A dimostrazione di questo si richiamano i numerosi progetti che caratterizzano  il nostro fablab.

 

Sin da subito si è registrato un notevole interesse al progetto da parte di istituti scolastici, musei e gallerie, ordini professionali, realtà imprenditoriali, liberi professionisti, giovani makers,  istituzioni ecclesiastiche ed accademiche.

 

Insieme abbiamo investito il nostro tempo libero, le nostre risorse, il nostro know how per creare il FabLab Bitonto nato nel 2014. Una vera e propria bottega tecnologica. Ci piace definirla bottega perché così l’abbiamo sempre intesa: un luogo familiare in cui un gruppo di amici, con strumenti non certo paragonabili a quelli di cui disponiamo oggi, ha sviluppato la propria creatività, la voglia di fare ricerca e innovazione tecnologica.

 

Il laboratorio costituitosi ha avvicinato ingegneri meccanici, informatici, ingegneri elettronici e di telecomunicazioni, ingegneri dell’automazione, ingegneri biomedici, ingegneri edili e civili, ingegneri ambientali, architetti, medici, archeologi, storici e sportivi come si evince dalla multidisciplinarietà dei progetti fino ad ora realizzati. Tale rete di figure professionali e scambio di conoscenze e competenze ha generato un bagaglio di prerequisiti tecnici assolutamente unico e specificatamente adatto alla gestione ed animazione di un FabLab.

 

Tutto questo in perfetta linea con quella che è la nostra definizione di FabLab: un contenitore indirizzato all’innovazione sociale e tecnologica, in cui svolgere attività culturali di divulgazione scientifico-tecnologica, e attività di Ricerca e Sviluppo per e con le Imprese.